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Spiritualità e Preghiere

-2- LECTIO DIVINA

 Spiritualit e Preghiere - San Gregorio Magno
BRANI TRATTI DAL COMMENTO MORALE
A GIOBBE DI SAN GREGORIO MAGNO

1-Interiorità, spiritualità
S. Gregorio Magno, Commento Morale a Giobbe, I/1, Roma 1992, p 81-83

2

è necessario che chi parla di Dio si preoccupi di rendere migliori quelli che lo ascoltano.

S. Gregorio Magno, Commento Morale a Giobbe, I/1, Roma 1992, p 85

3-Commentare la parola di Dio
S. Gregorio Magno, Commento Morale a Giobbe, I/1, Roma 1992, p 85

4-Interpretare la Scrittura
S. Gregorio Magno, Commento Morale a Giobbe, I/1, Roma 1992, p 87

5-Sacra Scrittura non solo per gente colta
S. Gregorio Magno, Commento Morale a Giobbe, I/1, Roma 1992, pp 87-89

6-Essere umano e limite creaturale
S. Gregorio Magno, Commento Morale a Giobbe, I/1, Roma 1992, p 95

7-La sofferenza come epifania di santità

Giobbe, quest'uomo dotato di tante mirabili virtù, era noto a sè e a Dio; ma a noi sarebbe rimasto ignoto, se non fosse stato colpito e messo alla prova. Egli esercitava la sua virtù anche quando viveva tranquillo, ma la fama della sua virtù si diffuse solo allorchè fu scosso dalla sua sofferenza. Mentre viveva in pace, conservava dentro di sè ciò che egli era (quietus in se ipso quod erat continuit); quando fu scosso, fece arrivare a tutti il buon odore della sua fortezza. Come un profumo non si può sentire da lontano se non viene agitato e l'incenso non espande il suo aroma se non quando viene bruciato, così il profumo delle virtù dei santi non si espande se non in mezzo alle tribolazioni. Ecco perchè nel vangelo si dice: Se avrete fede pari a un granellino di senapa, potrete dire a questo monte: spostati da qui a là, ed esso si sposterà. Se un granellino di senapa non viene pestato non si può conoscere la forza delle sue proprietà finchè rimane intatto è dolce; ma se viene schiacciato, brucia e manifesta tutta l'asprezza che in esso rimaneva nascosta. Così ogni santo, finchè non viene colpito, appare spregevole e mediocre; ma se viene afferrato dalla macina della tribolazione, subito manifesta il suo ardore e il suo sapore; e tutto ciò che prima appariva in lui di nessun valore e debole si trasforma in fervore di virtù e tutto ciò che volutamente teneva celato in sè nel tempo della tranquillità, le tribolazioni, tormentandolo lo costringono a manifestarlo. Giustamente, quindi il Profeta dice: Il Signore invia di giorno la sua misericordia e di notte la fa apparire (Sal 41, 9) . Il Signore invia la sua misericordia di giorno, perchè è nella tranquillità (in tranquillo tempore) che si riconosce e si accoglie la misericordia; ma è durante la notte che essa appare chiaramente, perchè è un dono che si riceve nella tranquillità, ma si manifesta nella tribolazione (misericordia... in tranquillitate sumitur, tribulationibus manifestatur).

S. Gregorio Magno, Commento Morale a Giobbe, I/1, Roma 1992, pp 97-99



8-Riposare in Dio
S. Gregorio Magno, Commento Morale a Giobbe, I/2, Città Nuova 1994, p 729








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