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Spiritualità e Preghiere

-2- LECTIO DIVINA

 Spiritualit e Preghiere - San Gregorio Magno
BRANI TRATTI DAL COMMENTO MORALE
A GIOBBE DI SAN GREGORIO MAGNO

1-Interiorità, spiritualità
S. Gregorio Magno, Commento Morale a Giobbe, I/1, Roma 1992, p 81-83

2

è necessario che chi parla di Dio si preoccupi di rendere migliori quelli che lo ascoltano.

S. Gregorio Magno, Commento Morale a Giobbe, I/1, Roma 1992, p 85

3-Commentare la parola di Dio
S. Gregorio Magno, Commento Morale a Giobbe, I/1, Roma 1992, p 85

4-Interpretare la Scrittura
S. Gregorio Magno, Commento Morale a Giobbe, I/1, Roma 1992, p 87

5-Sacra Scrittura non solo per gente colta
S. Gregorio Magno, Commento Morale a Giobbe, I/1, Roma 1992, pp 87-89

6-Essere umano e limite creaturale
S. Gregorio Magno, Commento Morale a Giobbe, I/1, Roma 1992, p 95

7-La sofferenza come epifania di santità
S. Gregorio Magno, Commento Morale a Giobbe, I/1, Roma 1992, pp 97-99

8-Riposare in Dio

Certamente non riusciamo a vedere Dio così come Egli vede Se stesso, e non riusciamo a riposare in Dio così come Egli riposa in SE stesso. La nostra visione e il nostro riposo sono simili, ma non identici alla visione e al riposo di Lui. L'ala della contemplazione (contemplationis penna), chiamiamola così, ci solleva impedendoci di ripiegarci in noi stesi e da noi veniamo innalzati a vedere Lui (ad illum erigimur intuendo) e, rapiti dall'intenzione del cuore e dalla dolcezza della contemplazione, andiamo in qualche modo da noi verso di Lui; e già questo nostro stesso andare è poco riposante, e tuttavia andare così è per noi il vero modo di riposare. è perfetto riposo perchè si vede Dio; e tuttavia non è paragonabile al suo riposo, perchè Egli non ha bisogno per riposare, di passare da Sè in un altro. Perciò è un riposo, per così dire, simile e dissimile, perchè il nostro riposo è un'imitazione del suo. Imitiamo l'Eterno, per essere anche noi beati ed eterni in eterno. E l'imitazione dell'eternità è per noi una grande eternità. Noi abbiamo sorte diversa da Lui che noi imitiamo, perchè vedendolo siamo partecipi di Lui, ed essendone partecipi lo imitiamo. Questa visione comincia ora mediante la fede, ma si perfezionerà allora nella visione, quando berremo alla sua stessa fonte la Sapienza coeterna a Dio, che adesso attingiamo come dalla corrente che ci è trasmessa dalla bocca dei predicatori.

S. Gregorio Magno, Commento Morale a Giobbe, I/2, Città Nuova 1994, p 729








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